Come funzionano i certificates: guida completa per investitori

Se ti stai chiedendo come funzionano i certificates, hai trovato la guida completa che ti condurrà in questo mondo. Ma cosa sono esattamente? E soprattutto, sono adatti a te? In questa guida scopriremo tutto ciò che c’è da sapere, con esempi pratici e consigli utili per aiutarti a prendere decisioni in modo consapevole.

Cosa sono i certificates

I certificates sono strumenti finanziari derivati emessi da banche o altri istituti di credito. La loro particolarità è quella di  replicare l’andamento di un sottostante, che può essere un’azione, un indice, una materia prima o anche un tasso di cambio. A differenza delle azioni tradizionali, però, i certificates offrono caratteristiche uniche che li rendono interessanti sia per gli investitori prudenti sia per quelli più speculativi.

Si tratta di strumenti con strutture complesse che possono fornire protezione del capitale, rendimenti condizionati o leve finanziarie per amplificare i risultati. Ecco perché è fondamentale capire il loro funzionamento i certificates prima di investire.

Come funzionano i certificates: spiegato in modo semplice

Il funzionamento dei certificates dipende da diversi fattori. Innanzitutto, ogni certificato ha un sottostante, cioè un asset di riferimento. Il prezzo del certificate segue, in modo diretto o indiretto, l’andamento di questo sottostante. Ma non solo: esistono meccanismi specifici che regolano il rendimento e il rischio di ciascun tipo di certificate.

In genere, i certificates hanno una scadenza prestabilita, nella quale viene determinato il rendimento effettivo. Alcuni certificates pagano premi periodici, mentre altri offrono un ritorno a scadenza legato all’andamento del sottostante. Inoltre, possono prevedere barriere e trigger che influenzano l’importo del rimborso finale.

Un esempio pratico? Immagina un certificate legato a un’azione con una barriera al 70% ( quindi un -30%) del valore iniziale. Se alla scadenza l’azione ha perso valore ma non ha toccato la barriera, il certificate può comunque restituire il capitale iniziale. Se invece la barriera viene infranta, il rimborso sarà proporzionale alla performance negativa dell’azione.

Perché scegliere questi strumenti?

I certificates rappresentano un’opzione di investimento interessante per diverse categorie di investitori, grazie alla loro versatilità e alla capacità di adattarsi a differenti strategie di mercato. Uno dei motivi principali per sceglierli è la possibilità di personalizzare il proprio investimento in base alle proprie esigenze e al proprio profilo di rischio. Esistono certificates con protezione del capitale, ideali per chi vuole limitare i rischi, ma anche strumenti più aggressivi con leva finanziaria, perfetti per chi cerca rendimenti elevati a fronte di una maggiore esposizione al rischio.

Diversificazione

Un altro grande vantaggio è la diversificazione: con i certificates è possibile investire su un’ampia gamma di sottostanti, tra cui indici azionari, materie prime, valute e persino panieri di titoli. Questo consente agli investitori di costruire portafogli bilanciati senza dover acquistare direttamente gli asset sottostanti, riducendo così il rischio specifico legato a una singola azione o settore.

Rendimenti condizionati

Inoltre, alcuni certificates offrono rendimenti condizionati che possono generare guadagni anche in mercati laterali o leggermente ribassisti. Ad esempio, i certificates phoenix o cash collect permettono di ricevere premi periodici se il sottostante rispetta determinate soglie, senza bisogno di attendere la scadenza finale. Questo li rende strumenti interessanti per chi desidera ottenere un flusso di reddito periodico senza essere completamente esposto alla volatilità del mercato.

Flessibilità operativa

Non bisogna poi sottovalutare la flessibilità operativa dei certificates: essendo strumenti quotati, possono essere acquistati e venduti sul mercato secondario, permettendo agli investitori di gestire le proprie posizioni in base all’andamento dei titoli  e alle proprie strategie di trading. Inoltre, rispetto ad altri strumenti derivati come opzioni e futures, i certificates sono spesso più semplici da comprendere e gestire, risultando quindi accessibili anche a investitori non esperti.

Tipologie di certificates

Esistono diversi tipi di certificates, ciascuno con caratteristiche specifiche. Conoscerli ti aiuterà a scegliere quello più adatto alla tua strategia di investimento.

  • Certificates a capitale protetto. Questi strumenti garantiscono il rimborso totale del capitale a scadenza, indipendentemente dall’andamento del sottostante. Sono perfetti per chi vuole investire senza il rischio di perdere il capitale iniziale. Il rovescio della medaglia? I rendimenti sono generalmente più bassi rispetto ad altre tipologie di certificates.
  • Certificates a capitale condizionatamente protetto. Qui il capitale è protetto solo a determinate condizioni, ad esempio se il sottostante non scende sotto una soglia prestabilita (barriera). Se la barriera viene rotta, l’investitore può subire una perdita parziale o totale del capitale investito.
  • Certificates a leva. Questa categoria è riservata a chi cerca rendimenti elevati, accettando però anche un rischio maggiore. La leva amplifica sia i guadagni che le perdite, quindi serve un’ottima conoscenza del mercato per utilizzarli con successo.
  • Certificates a capitale non protetto. Sono prodotti molto semplici che replicano perfettamente la performance di attività sottostanti accomunati dall’assenza di qualsivoglia protezione del capitale investito e permettono di partecipare al rialzo o ribasso della performance dell’attività sottostante in maniera più o meno proporzionale (effetto leva).

Vantaggi e rischi dei certificates

Come ogni strumento finanziario, anche i certificates hanno pro e contro. Conoscerli ti permetterà di fare scelte più consapevoli e di investire in modo più strategico.

Vantaggi

  • Adattabilità a diverse condizioni di mercato: offrono opportunità di investimento sia in mercati rialzisti che ribassisti.
  • Diversificazione del portafoglio: permettono di esporsi a diversi asset senza acquistarli direttamente.
  • Protezione del capitale: alcune categorie di certificates consentono di ridurre il rischio di perdita totale.
  • Flessibilità e personalizzazione: disponibili in molte varianti per soddisfare esigenze diverse.

Rischi

  • Rischio emittente: se la banca che emette il certificate dovesse fallire, potresti perdere tutto il capitale investito.
  • Rischio di liquidità: non sempre è facile vendere un certificate prima della scadenza senza subire perdite.
  • Rischio di mercato: il valore del certificate è legato alle fluttuazioni del sottostante.
  • Complessità dello strumento: alcuni certificates hanno strutture sofisticate che possono essere difficili da comprendere per gli investitori meno esperti.
  • Costi nascosti: talvolta, gli emittenti applicano commissioni o spread impliciti nel prezzo di acquisto.

Strategie per investire nei certificates

Per sfruttare al meglio questi strumenti, è importante adottare strategie mirate e personalizzate in base al proprio profilo di rischio e agli obiettivi di investimento.

Se sei un investitore prudente, potresti puntare sui certificates a capitale protetto, che ti permettono di partecipare ai rendimenti del sottostante senza rischiare di perdere il capitale iniziale. Tuttavia, devi essere consapevole che i rendimenti potrebbero essere inferiori rispetto ad altre forme di investimento più rischiose.

Se invece hai un profilo più dinamico e vuoi sfruttare la leva finanziaria, puoi orientarti sui certificates a leva. Questi strumenti amplificano sia i guadagni che le perdite, rendendoli adatti solo a chi ha una buona conoscenza dei mercati e un’elevata propensione al rischio.

Hedging con i certificati

Una strategia comune tra gli investitori è quella di utilizzare i certificates per coprire altre posizioni nel portafoglio. Ad esempio, se possiedi azioni di un’azienda e vuoi proteggerti da un possibile calo del prezzo, puoi acquistare un certificate che trae beneficio dal ribasso del titolo. In questo modo, anche in caso di una discesa del valore dell’azione, potresti compensare le perdite con il guadagno derivante dal certificate.

Un’altra strategia interessante riguarda l’uso di certificates autocallable, che offrono rendimenti condizionati e possono chiudersi anticipatamente se vengono raggiunti determinati livelli di prezzo. Questo tipo di strumento è particolarmente adatto a chi vuole ottenere un rendimento periodico senza attendere la scadenza naturale del prodotto.

Infine, è sempre utile diversificare il portafoglio combinando diverse tipologie di certificates, così da bilanciare il rischio e sfruttare le differenti opportunità di mercato.

Tassazione dei certificates

Un aspetto fondamentale da considerare quando si investe in certificates è la fiscalità. In Italia, i guadagni derivanti da questi strumenti finanziari sono soggetti alla tassazione sulle rendite finanziarie, con un’aliquota attuale del 26%.

I certificati sono gli unici strumenti a generare redditi diversi, sia che si tratti di guadagni in conto capitale sia che i proventi derivino dallo stacco di cedole, condizionate o incondizionate. Il principio di base per il quale tutti i redditi vengono considerati di natura finanziaria “diversa” è l’aleatorietà del reddito stesso, essendo sempre soggetto a una condizione.

In via generale, è prassi che quando un certificato genera una plusvalenza da cedola, questa vada subito a incrociare eventuali minusvalenze presenti nello zainetto, causando di conseguenza una riduzione di queste per un importo esattamente pari alla plusvalenza ricevuta, e un accredito lordo del provento.

Dove acquistare i certificates

Se hai deciso di investire in certificates, è importante sapere dove acquistarli e come selezionare il prodotto più adatto alle tue esigenze. I certificates sono disponibili su piattaforme di trading online, banche e intermediari finanziari. Alcune delle principali borse in cui vengono negoziati includono Borsa Italiana (SeDeX e Cert-X), Euronext e Deutsche Börse.

Prima di acquistare un certificate, è essenziale analizzare alcuni fattori chiave:

  • Il sottostante: valuta attentamente su quale asset è basato il certificate e le sue prospettive di mercato.
  • La struttura del certificate: verifica se offre protezione del capitale, leva finanziaria o rendimenti condizionati.
  • La scadenza: scegli un orizzonte temporale adatto alla tua strategia di investimento.
  • Le condizioni di rimborso: controlla la presenza di barriere, trigger e livelli di autocall per capire il funzionamento del rendimento.

Un altro elemento importante è il prezzo di acquisto e gli eventuali costi impliciti. Alcuni certificates hanno uno spread tra prezzo di acquisto e di vendita, il che può incidere sulla redditività complessiva dell’investimento. Per questo motivo, è sempre utile confrontare diverse offerte prima di prendere una decisione.

Consigli pratici per investire nei certificates

Per ottenere il massimo dai certificates, è importante seguire alcune best practices:

  1. Definisci il tuo profilo di rischio: scegli certificates che si adattino alla tua tolleranza al rischio e ai tuoi obiettivi finanziari.
  2. Diversifica il portafoglio: evita di concentrare tutto il capitale in un solo certificate o in un’unica tipologia.
  3. Monitora il mercato: tieni sotto controllo l’andamento del sottostante e le condizioni del certificate per evitare sorprese negative.
  4. Considera la tassazione: sfrutta la possibilità di compensare minusvalenze e ottimizzare il carico fiscale.
  5. Leggi sempre il KID (Key Information Document): questo documento fornisce dettagli essenziali sulla struttura e sui rischi del certificate.

Seguendo questi consigli, potrai sfruttare al meglio le potenzialità dei certificates e integrarli efficacemente nella tua strategia di investimento.

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