Lanciato nel novembre 2020, il L&G Clean Energy UCITS ETF ha raccolto un patrimonio di circa 272 milioni di euro, segno dell’interesse crescente degli investitori per il tema delle energie pulite. L’adozione di fonti rinnovabili è infatti considerata un megatrend di lungo periodo per contrastare il cambiamento climatico. Questo ETF permette di investire in un paniere diversificato di società attive nelle tecnologie per energie rinnovabili a livello globale, offrendo un’esposizione concentrata su un settore destinato a beneficiare della transizione energetica in corso.
Cosa offre il fondo L&G Clean Energy UCITS ETF
Il fondo replica l’indice Solactive Clean Energy NTR, composto da aziende di tutto il mondo operanti nel settore delle energie pulite. La replica è fisica completa, cioè l’ETF detiene direttamente tutti i titoli dell’indice nelle proporzioni previste, garantendo elevata trasparenza.
I dividendi distribuiti dalle società in portafoglio non vengono pagati agli investitori, bensì reinvestiti automaticamente nel fondo (politica ad accumulazione) per massimizzare la crescita del capitale. L’ETF è domiciliato in Irlanda ed è denominato in dollari USA, senza copertura valutaria (currency unhedged), il che implica esposizione al rischio di cambio per un investitore in euro.
Il costo annuo totale (TER) è pari allo 0,49%, un livello competitivo rispetto ad altri ETF tematici sulle energie rinnovabili (generalmente compresi fra ~0,50% e 0,65% TER).
Composizione
Il portafoglio del L&G Clean Energy ETF comprende circa 55 titoli azionari, rappresentativi dei vari segmenti del settore clean energy.
Le prime 10 posizioni costituiscono complessivamente circa il 26% del patrimonio, segno di un peso relativamente bilanciato tra i componenti. La maggiore partecipazione (American Superconductor) pesa ~3,6%, seguita da Ameresco (~3,2%) e da altri titoli come GE Vernova, SolarEdge Technologies, Siemens Energy, nVent Electric e Nextracker, ciascuno intorno al 2–3% del portafoglio.
Questo indica che il fondo non è eccessivamente concentrato su poche mega-cap, ma distribuisce l’esposizione tra molte società specializzate di media capitalizzazione. Tuttavia, data la natura tematica, il numero ristretto di partecipazioni implica comunque minor diversificazione rispetto a un indice azionario generale ampio.
Punti di forza
- Costo competitivo: il TER dello 0,49% annuo rende il fondo meno costoso di molti ETF analoghi nel settore delle energie rinnovabili, contribuendo a preservare i rendimenti netti per l’investitore.
- Replica fisica trasparente: l’ETF replica l’indice acquistando tutti i titoli sottostanti (full replication), senza fare uso di derivati o swap, il che elimina il rischio di controparte e riduce potenziali discrepanze di tracking.
- Dividendi reinvestiti: essendo ad accumulazione, reinveste automaticamente le cedole nel fondo, incrementando il valore della quota. Ciò favorisce la capitalizzazione dei rendimenti nel lungo periodo, evitando la gestione manuale dei dividendi e ottimizzando la crescita composita.
- Diversificazione globale nel settore: il fondo offre esposizione a società di tutto il mondo nel comparto clean energy. Include titoli di Nord America, Europa e Asia, coprendo vari sottosettori (energia solare, eolica, infrastrutture di rete, batterie, ecc.), e quindi riduce la dipendenza da un singolo mercato geografico o segmento tecnologico.
- Esposto a un trend di lungo termine: l’ETF consente di puntare su un settore con forte potenziale di crescita strutturale. La transizione verso le energie rinnovabili è sostenuta da investimenti pubblici e privati globali e da politiche di decarbonizzazione, configurandosi come un tema di investimento secolare. Per un investitore di lungo periodo, ciò offre l’opportunità di partecipare al cambiamento del mix energetico mondiale beneficiando dell’eventuale crescita delle aziende leader del settore.
Punti di debolezza
- Elevata volatilità: trattandosi di un ETF settoriale focalizzato, presenta oscillazioni dei prezzi marcate. La volatilità annualizzata a 1 anno supera il 21% – ben più alta di quella di un indice azionario globale – e nei momenti peggiori il fondo ha subito perdite molto ampie (drawdown massimo ~–42% dal lancio). Ciò riflette un profilo di rischio elevato, in cui il valore dell’investimento può fluttuare drasticamente nel breve termine.
- Andamento altalenante: la performance storica è stata irregolare. In particolare, dopo un 2021 quasi piatto (+1,5%) e un biennio negativo nel 2022 (–3,9%) e 2023 (–11,7%), il fondo ha registrato un’ulteriore flessione nel 2024 (–9,1%). Solo nel 2025 c’è stata una forte ripresa. Questo evidenzia come i rendimenti possano essere molto variabili e legati al sentiment sul settore: fasi di euforia possono alternarsi a periodi prolungati di sottoperformance.
- Concentrazione settoriale: pur investendo globalmente, il portafoglio è concentrato in poche industrie legate all’energia pulita. Oltre la metà degli asset è investita nel settore industriale (~50%) – ad esempio produttori di impianti e componenti per rinnovabili – e circa un quarto in utility energetiche (~24%). Questa forte esposizione settoriale implica che l’andamento del fondo dipende in larga misura dalla salute economica e dalle politiche relative a questi segmenti specifici (industriali e utility “green”).
- Numero limitato di titoli: con ~55 aziende in portafoglio, la diversificazione interna al tema è relativamente bassa. A differenza di un ETF globale con centinaia di titoli, un problema significativo in una singola società o tecnologia (es. un calo della domanda di sistemi solari) può incidere sensibilmente sulla performance complessiva del fondo. In altre parole, c’è un rischio idiosincratico maggiore per singolo emittente rispetto a indici più ampi.
- Rischio cambio: il fondo è denominato in USD e non copre il rischio valutario. Un investitore in euro è esposto alle fluttuazioni del dollaro e delle altre valute dei titoli esteri in portafoglio (ad esempio yen giapponese, sterlina, dollaro canadese, ecc.). Movimenti avversi dei cambi possono quindi influenzare negativamente il rendimento in euro, aggiungendo un ulteriore livello di volatilità.
- Dimensioni e liquidità moderate: con circa 0,3 miliardi di euro di patrimonio, RENW è più piccolo rispetto ad alcuni ETF concorrenti nel settore (ad esempio l’iShares Global Clean Energy supera i 2 miliardi). Di conseguenza i volumi di scambio sul mercato potrebbero essere inferiori e lo spread denaro-lettera lievemente più ampio rispetto a ETF di maggiori dimensioni. Gli investitori che operano con importi elevati o in ottica trading potrebbero quindi riscontrare una liquidità meno abbondante, anche se per un impiego da cassettista ciò non rappresenta un ostacolo insormontabile.
Composizione geografica e settoriale del L&G Clean Energy UCITS ETF
Dal punto di vista geografico, il portafoglio è ben diversificato: il paese più rappresentato sono gli Stati Uniti (circa 31% degli investimenti), seguiti da Germania (~10%), Giappone (~8%) e Spagna (~6%). Il restante ~45% è suddiviso tra vari altri paesi, tra cui spiccano ulteriori mercati europei e asiatici. Nessun singolo paese domina eccessivamente l’ETF, il che riduce il rischio legato a specifiche economie o normative locali.
Sul piano settoriale, il fondo rispecchia la natura del tema energia pulita: prevalgono nettamente i titoli Industriali (~50%), che includono produttori di turbine eoliche, pannelli solari, componenti elettrici e altri apparati tecnici, e le Utility (~24%), cioè aziende di generazione e distribuzione di energia rinnovabile. È presente inoltre una quota rilevante di Tecnologia (~13%), ad esempio imprese attive nell’elettronica di gestione energetica, nei sistemi di accumulo e nel software per le reti intelligenti.
I settori Consumer Discretionary (circa 4%, ad es. veicoli elettrici o efficienza energetica per i consumatori) e Altri (~9% combinati) rappresentano quote minori del portafoglio. In sintesi, l’ETF è fortemente orientato al comparto industriale-energetico, con poca esposizione ai settori tradizionali al di fuori della green economy.
Come inserirlo in portafoglio
- Posizione satellite tematica: RENW si presta ad essere utilizzato come satellite in un portafoglio ben diversificato. Può affiancare un fondo azionario globale core (es. MSCI World) per aumentare l’esposizione al settore clean energy, aggiungendo un tilt “verde” al portafoglio senza stravolgerne l’asset allocation di base.
- Allocazione limitata e diversificata: Dato il profilo di rischio elevato, è prudente destinare al massimo una piccola percentuale del portafoglio totale a questo ETF (indicativamente <10%, a seconda della propensione al rischio individuale). In questo modo si può beneficiare del potenziale di crescita del settore senza compromettere eccessivamente la stabilità complessiva degli investimenti.
- Orizzonte di lungo termine: L’ETF sulle energie pulite è adatto a investitori pazienti, con ottica pluriennale, che credono nella transizione energetica di lungo periodo. È importante poter mantenere la posizione anche durante eventuali fasi di ribasso del settore, in modo da coglierne i frutti sulle lunghe scadenze.
- Complemento tematico focalizzato: RENW può trovare posto in portafogli tematici più ampi dedicati alla sostenibilità ambientale. Ad esempio, può essere combinato con ETF su tecnologie pulite diverse (come acqua pulita, economia dell’idrogeno, ecc.) per costruire un basket multi-tematico green. In un approccio core-satellite, questo ETF rappresenta il satellite focalizzato sul megatrend della transizione energetica, da bilanciare con un core diversificato e meno volatile.
Performance e volatilità
Dalla nascita nel 2020 ad oggi, l’ETF ha ottenuto un rendimento complessivo di circa +26% (in euro). Tuttavia, tale risultato è frutto di un percorso estremamente irregolare.
Dopo un 2021 praticamente piatto (+1,5%) e due anni difficili nel 2022–2023 (rendimenti annui di –3,9% e –11,7% rispettivamente), il fondo ha subito un’ulteriore flessione nel 2024 (circa –9%). Solo nel 2025 si è assistito a un forte rimbalzo: nei primi 9 mesi del 2025 il fondo ha guadagnato oltre +35%, recuperando ampiamente le perdite precedenti grazie alla rotazione favorevole verso i titoli green.
Volatilità elevata
Questi dati mettono in luce la notevole volatilità di RENW. La deviazione standard a 1 anno si attesta intorno al 21%, quasi il doppio di quella dell’azionario mondiale, indicando oscillazioni molto accentuate delle quotazioni.
In termini di downside, il drawdown massimo registrato è stato circa –42% dalla quotazione iniziale, a dimostrazione di quanto severi possano essere i cali durante le fasi negative del settore.
Ad esempio, un investimento fatto sui massimi di inizio 2021 avrebbe subito un calo di quasi la metà del valore entro la fine del 2022, prima della successiva risalita.
Di conseguenza, anche il rapporto rendimento/rischio storico risulta modesto: su un orizzonte triennale il fondo ha fornito appena 0,14 unità di ritorno per ogni unità di rischio assunta (calcolato come rendimento annuo diviso volatilità annua), segno di performance aggiustate per il rischio finora deludenti.
Capacità di sovraperformare il mercato in momenti favorevoli
Va però sottolineato che, in periodi favorevoli, l’ETF ha mostrato capacità di sovraperformare nettamente il mercato globale.
La poderosa risalita del 2025 (+42% in sei mesi) evidenzia come, quando il sentiment verso le energie rinnovabili torna positivo e il flusso di investimenti nel settore aumenta, i titoli in portafoglio possono mettere a segno rialzi molto superiori alla media del mercato.
Questo potenziale di extra-rendimento è il motivo per cui molti investitori inseriscono strumenti come RENW: come scommessa alto rischio/alto rendimento legata a un trend strutturale. Naturalmente, l’altra faccia della medaglia è la possibilità di forti ribassi in contesti avversi (ad esempio in caso di calo dei sussidi alle rinnovabili, incremento dei tassi d’interesse che penalizza le growth stock, ecc.).
In sintesi, il L&G Clean Energy ETF presenta un profilo di volatilità elevata e rendimenti non lineari. Chi valuta questo strumento deve essere consapevole che può sperimentare ampi drawdown e richiede un adeguato orizzonte temporale per diluire le fluttuazioni.
La performance di lungo termine dipenderà dalla effettiva crescita del settore delle energie pulite negli anni a venire: se il megatrend proseguirà, l’ETF potrebbe offrire ritorni importanti, viceversa potrebbe deludere se il settore incontrasse ostacoli.
Giudizio finale L&G Clean Energy UCITS ETF
Il L&G Clean Energy UCITS ETF (RENW) è, nel complesso, un prodotto ben concepito per ottenere esposizione mirata alla rivoluzione delle energie rinnovabili. I suoi punti di forza – costi relativamente contenuti, replica fisica trasparente, ampia diversificazione geografica all’interno del tema – lo rendono una scelta valida per coprire questo segmento in portafoglio. Il fondo permette di investire con un solo strumento in decine di aziende innovative legate alla transizione energetica, cosa difficile da replicare per un investitore fai-da-te.
Di contro, si tratta di un ETF tematico altamente volatile, soggetto a forti oscillazioni e con un rischio specifico non trascurabile. Le esperienze degli ultimi anni mostrano che tali strategie possono attraversare lunghi periodi difficili prima di generare risultati, mettendo alla prova la pazienza degli investitori. Pertanto, RENW va utilizzato con cautela: è indicato come componente satellite per dare un tocco “green” al portafoglio, ma non come posizione core unica o prevalente. È adatto a chi dispone già di un portafoglio diversificato e desidera aggiungere una quota dedicata alle energie pulite, con la consapevolezza dei rischi connessi e con ottica di lungo termine.
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